Ma di cosa parlate voi radioamatori? È quello che mi chiedono di solito, e tenendo conto che non avrebbero mai capito, cambio argomento. Ma a volte, anche se raramente, incontrando qualcuno a cui piace davvero questo hobby, allora diventa difficile fermarmi. Parlando della sensazione che dà il potersi muovere attraverso il tempo e lo spazio, annientando tempo e distanza, la mente, il corpo, vaga per il pianeta come uno spirito cosmico, sapendo che la voce risuona in un altoparlante in una stanza lontana a Santo Domingo, o esce da una finestra aperta a Johannesburg verso qualcuno che passa per strada, o in una stanza scavata nel ghiaccio sotto le lande ghiacciate del Polo Sud (es: DP0POL).
Il qui e ora, i limiti fisici e geografici che tutti gli esseri sono costretti a sopportare, svaniscono mentre nell’azione sui 40 metri in una bella notte di inverno, quando le macchie solari danzano e la ionosfera è in uno stato d’animo riflessivo e la via lunga è aperta verso la Nuova Zelanda, gli occhi fissano la radio, ascoltando, voci nella notte, attraverso lo spazio ed il tempo dalla grande antenna arrivano all’altoparlante…
…E mentre è notte in Italia è mattina a Tokyo e Sidney, sera a New York…. Per l’amor di Dio, e mi chiedi di cosa parliamo? Non parliamo di un bel niente ed è fantastico.
73’ da Valter IKØNMJ
